Mobile, sicurezza, analytics: parte la caccia ai talenti

lug 04, 2014 by Maurizio Falzone Category: MF-Consulting, News 0 comments

Per la società di recruiting Modis il 2014 sarà un anno spartiacque per le aziende che vogliano accaparrarsi i migliori talenti e metterli a frutto nel futuro. Quattro tendenze tecnologiche alimentano la domanda di nuove professioni: il mobile, la sicurezza It, gli analytics predittivi e la sanità elettronica.

La corsa per accaparrarsi i talenti, e con essi le migliori probabilità di crescita aziendale, è iniziata. È pronta a scommetterci Modissocietà del Gruppo Adecco specializzata nel recruiting in ambito It, e lo racconta in un white paper che esplora gli scenari futuri del mondo del lavoro in relazione alla tecnologia. Il presente già ci racconta molto: non solo i professionisti dell’Ict, ma anche chi opera in tutt’altra area aziendale ormai richiede di poter sfruttare la mobilità, le interazioni social, gli strumenti cloud per essere più produttivo ma anche, in sostanza, libero di lavorare come, dove e quando vuole. Discorso tanto più vero se si parla della generazione dei “Millenium”, i nativi digitali dell’era 2.0.

Uno dei punti centrali dello studio è lo squilibrio fra la domanda e l’offerta di competenze Ict di alto profilo. In particolare quattro trend emergenti fanno sì che questo squilibrio vada accentuandosi negli anni a venire: il mobile, gli analytics predittivi, la sicurezza e l’healthcare digitale. Il 2014, a detta di Modis, segnerà uno spartiacque fra le aziende che riusciranno a portarsi in casa competenze adeguate in merito a questi quattro elementi, e quelle che non ci riusciranno. E da qui al 2020, secondo le stime, il tasso di occupazione nel settore Ictr crescerà del 22%.

Un mondo mobile
Meno di dieci anni fa, le uniche “app” possedute dai telefoni cellulari più evoluti erano una calcolatrice, un client per i messaggi Sms, una manciata di giochi e, nei migliori dei casi, la posta elettronica. Incredibile pensare all’evoluzione di questo settore: negli Stati Uniti, il 56% della popolazione adulta possiede un smartphone (il dato è di Pew Research) e passa in media due ore al giorno interagendo con le app. L’industria delle applicazioni mobili, da che è nata, ha generato oltre 500mila posti di lavoro e vale oggi 25 miliardi di dollari, con la prospettiva di un quasi raddoppio, a 46 miliardi, nel giro di soli due anni.

A detta di Modis, investire in quest’ambito ripagherà certamente. Le figure chiave da cercare sono quelle degli application & software engineer, in grado di creare (da soli o più spesso all’interno di un team) tecnologie per lo sviluppo di nuove applicazioni. Ma anche  in grado di personalizzare la user experience per dipendenti o clienti, di installare patch di sicurezza, di assicurare il buon funzionamento dei software e di stimolare la creazione di nuove funzioni. I benefici ricadono su diverse aree di business, dai servizi alle vendite, fino al marketing e all’advertising.

Altre figure chiave, in ambito mobile, sono gli analisti e gli amministratori di database, purché con conoscenze nel cloud, e poi ancora i business data analyst e i data architect. Tra le singole competenze messe in risalto da Modis figurano la programmazione e nozioni di statistica.

Saper predire è un vantaggio di business
Nel 2012, secondo i dati di eMarketer, le aziende hanno speso oltre 37 miliardi di dollari in digital advertising, e il 17% in più nel 2013. Il successo dell’online marketing è legato a una variabile: la probabilità che l’utente reagisca in modo positivo ai messaggi, prodotti e servizi che gli vengano proposti.  E dunque riuscire a predire questa probabilità significa guadagno.

In quest’ambito, come per il mobile, le skill da accaparrarsi non sono poche. Le figure più richieste nel prossimo futuro saranno l’analista di database warehouse e i redattori di database report, entrambe utili per sintetizzare e trasformare i dati (sui prodotti e sui clienti) in raccomandazioni strategiche per le campagne di marketing. Il terzo profilo interessante è quello del business intelligence specialist, un esperto in grado di interpretare numeri ed eventi per trarne indicazioni di business.

Sicurezza, una preoccupazione comune
Non importano il settore aziendale né la dimensione: il cybercrimine è un problema di tutti, ed è un problema di sicurezza, di rischio economico e di reputazione. Negli Stati Uniti il costo medio annuale degli attacchi informatici è di 8,9 miliardi di dollari ad azienda, e lo stesso Barack Obama è arrivato a posizionare la cyber security fra le sue priorità governative.

Tre le figure professionali sui cui Modis focalizza l’attenzione. La prima è quella del data security manager, colui che sa come tenere gli utenti indesiderati lontani dai sistemi aziendali; un insieme di capacità tecniche e strategiche gli consente di individuare e analizzare le vulnerabilità. Il secondo professionista annoverato fra i “most wanted” è il security administrator, fra i cui compiti spiccano l’implementazione e il mantenimento dei server, l’analisi dei report log, il supporto tecnico. Infine, una figura come quella del system security analyst può servire per eseguire un costante monitoraggio di ciò che accade nell’It aziendale, e dunque per individuare in anticipo potenziali rischi.

Sanità elettronica, la nuova frontiera
In Italia arranca, ma negli States è una trasformazione di massa, che rappresenta anche significative porzioni di fatturato per molti vendor (pensiamo a Microsoft): l’e-health, o sanità elettronica, chiude il quartetto delle tendenze segnalate da Modis e coinvolge temi diversi, dalle tecnologie di comunicazione e collaborazione video agli analytics. Le finalità sono da un lato il taglio dei costi per ospedali e cliniche private, dall’altro il miglioramento del servizio al cittadino, senza dimenticare il progresso medico in sé.

L’Ict sviluppato per questo settore raggiungerà un giro d’affari di 56,7 miliardi di dollari entro il 2017. Oltre alle tecnologie serviranno competenze, in particolare quelle sintetizzate in tre figure professionali: ilclinical system leader, l’health information management specialist e il revenue analyst. La prima si occupa di gestire, analizzare e valutare i sistemi It usati dai medici; la seconda fa in modo che i dati dei pazienti siano riservati, al sicuro e trattati in conformità ai regolamenti; la terza tiene un occhio su budget e risultati finanziari.

In tutti questi disparati ambiti, il monito degli esperti di recruting è univoco: per crescere, la tecnologia da sola non basta. Senza il capitale umano, gli investimenti e i tentativi di innovazione delle aziende risulterebbero sterili. La caccia ai talenti, insieme alla capacità di coltivarli e farli crescere, rappresenta anzi il primo investimento da compiere. Come muoversi? I consigli di Modis sono quelli di collaborare con gli stakeholder più importanti, di identificare le principali sfide all’orizzonte e di concentrare gli sforzi di assunzione sui candidati migliori, quelli che possono impattare sul futuro dell’azienda.

Fonte: di Valentina Bernocco – ICTBusiness.it

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