La situazione della Privacy in Italia

Lo spaccato italiano

I dati italiani sono tendenzialmente in linea con quelli delle altre Nazioni intervistate. Da una parte infatti il 29% dei nostri connazionali (27% il risultato a livello globale) dichiara di essere disposto a sacrificare i propri livelli di privacy per poter usufruire di tutti i vantaggi della rete e delle tecnologie online. Dall’altra però è basso il numero di individui che si prodiga attivamente per rendere la privacy veramente tale. Solo il 41% ad esempio cambia regolarmente le proprie password e quasi 1 utente su 3 dichiara di non avere una password per i propri dispositivi mobile, telefoni otablet . In più, oltre un terzo non regola le proprie impostazioni legate alla privacy quando utilizza un Social Network.

In Italia, gli utenti vivono in generale le stesse contraddizioni degli altri Paesi del mondo, con una presenza su Internet e sui social che è inversamente proporzionale alla fiducia che gli stessi hanno nella protezione della privacy dei dati personali sui social media. – ha dichiarato Marco Fanizzi, CEO di EMC Italia – Il Privacy Index può offrire un ampio ventaglio di spunti di riflessione sull’impatto costante che l’innovazione esercita nella vita quotidiana, ma soprattutto evidenzia che non c’è limite alle potenzialità della tecnologia, se tutti i player coinvolti lavorano per incrementare la fiducia degli utenti verso il contesto digitale”.

Dalla ricerca è emerso che, sebbene l’89% degli italiani (l’84% a livello globale) dichiari di non apprezzare la diffusione online delle proprie informazioni personali o delle abitudini personali, a meno che questo non derivi da una propria decisione di condividere determinate informazioni, il 64% utilizza regolarmente i Social Media e ben l’86% del campione acquista prodotti in rete.

Inoltre, l’88% degli utenti italiani crede che debbano esserci delle leggi ad hoc che proibiscano la compravendita dei dati personali, senza il consenso del diretto interessato. Infine solo il 40% del campione – in linea con i dati globali – crede che le Istituzioni stiano lavorando per la protezione della privacy dei propri cittadini e, in questo contesto, l’86% degli italiani è convinto che sarà sempre più difficile mantenere la propria privacy nel prossimi 5 anni.

Fonte: Bitmat

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